

E così nel mio rigoroso tailleur , su tacchi alti, con gli immancabili occhiali scuri, osservavo altre donne come me in bilico su tacchi a spillo, avvolte in gonne a tubino che permettevano soltanto passi da giapponesina sul pavè delle strade del centro, impegnate ad evitare macchine in sosta sul marciapiede ed auto scatenate mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali …. Frettolosamente, ma frettolosamente come ?
Ecco un giorno arrivare i sottogiacca che dovevano essere scollati, scollati sì, ma quando poi ti chini …… ?
E i tubini ? Quando ti siedi salgono a venti centimetri dall’inguine …. E così a tirar su il sottogiacca e tirar giù la gonna …. Basta !!!
Ho iniziato ad osservare le vetrine dei negozi d’abbigliamento, erano gli anni del grigio o nero, nero o grigio e così, appassionata dei vecchi tessuti d’arredamento, ho iniziato a confezionare gonnelloni per me che indossavo con semplici pullover, calzando comodissimi anfibi.
Che meraviglia ! Camminavo sicura ed allegra come non mai, mi piacevo e piacevo e i miei gonnelloni piacevano.
E così dai gonnelloni alle borse, alle giacche, agli abiti, spaziando con la fantasia e iniziando a pensare che la mia esigenza era forse quella di altre donne e che poteva essere condivisa.